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L’impatto dell’igiene orale sulle performance

E se alcuni problemi dipendessero dai denti?
Molti atleti professionisti non ci fanno molto caso, ma un problema ai denti può influire negativamente sulle loro performance.

Questa cattiva igiene orale così frequente negli atleti professionisti in realtà non sorprende più di tanto, perchè sono molti gli sportivi che non vanno regolarmente dal dentista.

Durante le Olimpiadi a Londra nel 2012 più di 300 atleti di 25 discipline sportive diverse hanno dichiarato, in occasione di una visita presso la clinica dentale del villaggio olimpico, di non prendersi cura regolarmente della propria igiene orale. Oltre la metà degli atleti presentava carie e soffriva di gengivite o infiammazione alla gengiva, mentre in molti casi si presentavano segni di erosione dei denti moderata o grave. Il 46,5% non si sottoponeva a una visita di controllo da oltre 1 anno e il 18% ammetteva di aver riscontrato un calo delle performance durante l’allenamento e in gara causato dai problemi ai denti.

La cattiva igiene orale così frequente negli atleti professionisti in realtà non sorprende più di tanto. Sebbene siano molto attenti ai bisogni del proprio corpo e se ne prendano cura ogni giorno, i campioni spesso di dimenticano dei denti. Sono molti quelli che non si sottopongono a visite dentistiche sufficientemente regolari a causa della frequenza e del ritmo degli allenamenti, degli stage e delle gare. E questa abitudine non li risparmia di certo dall’insorgere di patologie orali, anzi, tende ad aggravarle.

Gli atleti sono una categoria a rischio?

Gli atleti sono una categoria a rischio per quanto riguarda l’igiene orale. Il loro allenamento quotidiano e biquotidiano comporta un notevole dispendio di energie che deve essere compensato da un consumo regolare di bevande energetiche, spesso acide, e di barrette e gel energetici ricchi di zuccheri. Sono abitudini alimentari indispensabili per mantenere alta la performance, ma aumentano in maniera significativa il rischio di demineralizzazione dello smalto, provocando lesioni cariose, così come lesioni dovute all’usura dei denti.

“Generalmente, per preservare la nostra igiene orale, bisognerebbe evitare tutti gli alimenti troppo zuccherati o appiccicosi (caramelle gommose, dolci, patatine, cereali, ecc) che sono fra i principali responsabili delle carie, specialmente negli spuntini lontano dai pasti, e preferire un consumo di acqua durante gli allenamenti, perlomeno come ‘risciaquo’ dopo aver bevuto una bevanda energetica e il consumo di latticini nei momenti di recupero delle forze”.
(Lucile Groupy, chirurgo odontoiatra)

Le lesioni legate all’usura, senza intervento di batteri, sono causate, nella maggior parte dei casi, da attacchi di sostanze acide. Le fonti di acidità possono avere origine alimentare o idrica (agrumi, spezie, soda, ecc.) ma anche intrinseca (conati di vomito dovuti alle diete, rigurgiti gastroesofagei per cui è necessario consultare il medico…). Le lesioni legate all’usura, situate a livello cervicale dei denti (cioè sulla parte vicino alla gengiva), possono inoltre essere la conseguenza di un errato spazzolamento effettuato con uno spazzolino a setole dure. Ce ne accorgiamo quando sentiamo una specie di conca sulla parte superiore dei denti posteriori, o anche quando la parte interna dei denti sembra più liscia. Per assestare il fenomeno di erosione dei denti è consigliabile usare uno spazzolino a setole morbide e imparare come spazzolarli correttamente, rivolgendosi al proprio dentista.

Sciegliete il cioccolato fondente

Non si può dire che la gola sia sempre un peccato capitale per i nostri denti, infatti alcuni alimenti, come il formaggio o il cioccolato fondente, hanno un ruolo “protettivo”.

La caseina contenuta nei latticini contrasta la demineralizzazione dello smalto e i polifenoli del cioccolato fondente impediscono il proliferare dei batteri. In aggiunta alle abitudini alimentari, l’intensità dello sforzo, ma talvolta anche lo stress possono provocare una diminuzione del flusso salivare e, di conseguenza, una secchezza orale. Tuttavia, la saliva ha un ruolo protettivo fondamentale grazie ai suoi anticorpi e al suo potere tamponante. In particolare permette di ristabilire il PH neutro ed ha anche un’azione pulente.

Un consiglio che si può dare, in in via eccezionale, alle persone  che non hanno la possibilità di lavarsi i denti dopo pranzo è quello di sciacquarsi la bocca con un po’ d’acqua, masticare un chewing-gum senza zucchero, stimolando così la salivazione e quindi una pulizia naturale della cavità orale.”
(Lucile Groupy)

Attenzione agli shock

Gli atleti professionisti costituiscono una categoria particolarmente esposta ai rischi legati alle patologie dentali e ciò è dovuto all’intensità degli sport che praticano. I colpi incassati, gli shock, le cadute, spesso causano traumi ai denti, alle labbra e ai tessuti molli della cavità orale. Gli sport più a rischio sono quelli di contatto, come judo, boxe, taekwondo, senza dimenticare il basket, hockey, rugby.

 

Ci sono varie tipologie di traumi ai denti: le fratture dentali che intaccano o meno la polpa e i traumi dei tessuti di sostegno del dente (osso, gengiva) che comprendono avulsione dentale, lussazioni e fratture all’alveolo dentale.
Le più frequenti sono le fratture coronali e le sublussazioni, e le lesioni dentali riguardano per il 65 % dei casi gli incisivi superiori.

Un atleta non deve mai sottovalutare gli shock, anche se di poco conto. Possono provocare crepe che sono microfratture dello smalto dei denti e, se moltiplicate, possono incidere sulla salute della polpa: il dente può cambiare colore, ossia perdere la sua vitalità.
Il solo mezzo efficace per prevenire questi traumi è portare un paradenti sportivo realizzato su misura da un protesista, dopo aver preso l’impronta dentale. Portare il paradenti sportivo, inoltre, è un obbligo previsto dalle Federazioni per poter praticare vari sport (boxe, taekwondo, hockey su ghiaccio, football americano), ed è fortemente consigliato dal momento che, specialmente negli sport di contatto, si rischia di subire colpi alla testa. A volte alcuni atleti portano con sé anche un paradenti di riserva nel caso dimentichino quello che abitualmente utilizzano.

L’avulsione dentale è una vera e propria urgenza per la quale il paziente deve farsi visitare entro i 20 minuti successivi al trauma, se non si riesce a riposizionare il dente sul posto. Ma indipendentemente dal tipo di trauma, si consiglia di contattare e consultare al più presto il proprio dentista per avere consigli e ricevere cure di emergenza e farsi rilasciare un primo certificato medico che attesti il trauma subito.

L’assenza di dolore non deve fare abbassare la guardia

Una lesione cariosa non per forza fa male, per esempio, e in tutti i casi citati, l’assenza di dolore non deve fare abbassare la guardia.

Quando si avverte dolore ai denti il danno è già fatto: la carie è talmente grave da aver intaccato la polpa dentale. Vi è un rischio di necrosi, e il rapido sopraggiungere di un’infezione. Correre il rischio di rinviare ad un secondo momento la cura ad una lesione cariosa significa ritrovarsi con un’infezione acuta quando si ha una gara importante e pertanto essere costretti a non poter partecipare. Per questa ragione, è importante effettuare un controllo periodico dei denti ed esami regolari.

Disturbi dell’occlusione possono comportare uno squilibrio posturale con deviazione del centro di gravità e ripercussioni meccaniche. Inoltre, i batteri responsabili di carie e patologie parodontali possono provocare infezioni correlate ad altri organi (cuori, reni, fegato, polmoni, seni, ecc.) e aggravare alcune patologie, ad esempio il diabete.

Lo sport a livello professionistico richiede pertanto dei campioni dell’igiene.

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