Ecco i 1475 Watt di una Red Hook Crit

Tutti i segreti di Martino Poccianti alla Red Hook Crit di Milano 2018

 

Martino Poccianti. Photo by Chris Leustean
“Vario molte discipline tra MTB cross-country, enduro, fixed ma soprattutto bici da corsa”

Abbiamo avuto la possibilità di analizzare la prestazione di Martino Poccianti durante la sua Red Hook Criterium di Milano del 6 ottobre 2018. Martino montava sulla sua Guerciotti da pista il modello PC8 di SRM, che ci ha dato la possibilità di studiare da vicino la gran quantità di Watt sprigionata.

Martino faceva parte del primo turno di qualifica e partiva dalla quinta fila, una posizione insolita per uno dei top rider mondiali, ma era conseguenza di una brutta caduta all’ultima Red Hook Crit di Brooklyn di aprile.
Serve quindi una partenza di quelle toste, di quelle a tutta.
Infatti Martino aggancia il pedale e sprigiona subito 1227 Watt, partendo da fermo!
Nei primi 5 minuti contiamo 8 rilanci sopra i 1000 Watt, a quel punto era già tranquillamente nelle primissime posizioni. Il picco di potenza però lo avrà in volata, fuori dall’ultima curva il suo SRM registra 1475 Watt, che giustificano come Martino si sia potuto permettere di uscire quarto e arrivare primo!
La sua frequenza cardiaca è stata 165 bpm, la massima 182 bpm.
La sua potenza media invece è stata di 307 Watt, normalizzata a 336 Watt, per 17 minuti 55 secondi di gara.
Ma è durante la finale che viene il bello (o il brutto!)
Avendo fatto registrare il miglior tempo nel turno di qualifica Martino partiva dalla pole position, per il terzo anno consecutivo!
1336 Watt in partenza, 29 volte sopra i 1000 Watt in 48 minuti di gara e 1151 Watt il suo picco in volata. Spesso il rilancio più difficile è risultato essere quello dopo l’ultima curva, prima dell’arrivo. La sua potenza espressa media è stata di 296 Watt, ma la normalizzata risulta 324 Watt. La sua frequenza cardiaca media è stata 166 bpm, 177 bpm la massima. Un altro dato interessante è quello della cadenza: 101 rpm di cadenza media, mentre la massima è stata 135 rpm.
grafico del SRM durante la Red Hook Crit di Milano
A questo punto, è giunto il momento di spifferare segreti e curiosità su Martino!
Altezza: 176 cm
Peso: 70 Kg
Sul circuito della Bovisa ha utilizzato un telaio Guerciotti misura 54 cm montato con pedivelle Rotor 3d da 170 mm con misuratore di potenza SRM, ruote Yoeleo con profilo da 88 mm e mozzi Shimano Durace assemblate da lui personalmente nel suo negozio, tubolati Vittoria Control Competition con sezione da 28 mm gonfiando a 5 bar l’anteriore e 5,5 bar la posteriore in qualifica (condizioni di pioggia) e a 6 bar l’anteriore e 6,5 bar la posteriore per la finale in condizioni di asfalto praticamente asciutto.
Ci ha anche raccontato il suo stile di allenamento e il suo metodo di preparazione.
“Bhe… diciamo che faccio una buona preparazione invernale tra palestra e bici, purtroppo ho poco tempo per allenarmi in pausa pranzo e quindi i miei allenamenti si basano più sul tempo che sui chilometri. Mi alleno quasi tutti i giorni, tra 1 ora 30 minuti e le 2 ore, tra le 13 e le 15, perché alle 15.30 riapro il negozio. Ad ora ho percorso 5600 km dal primo gennaio, uso Strava, carico sempre i miei allenamenti!
Vario molte discipline tra MTB cross-country, enduro, fixed ma soprattutto bici da corsa. Il periodo di preparazione più intenso và da gennaio a marzo, poi iniziano le gare. Faccio la “rifinitura” con le gran-fondo su strada, le gare amatoriali in circuito, le gran-fondo in mtb e gare enduro. Da aprile in avanti non riesco più a sostenere allenamenti troppo impegnativi durante la settimana perché riparte la stagione in negozio e il recupero a livello sia fisico che mentale diventa più difficile.
Eseguo spesso lavori in bici come SFR, partenze da fermo, intervall training in salita (40”-20”) e uso spesso la bici a scatto fisso su percorsi vallonati per trovare un’ottima rotondità di pedalata e soprattutto agilità, che è anche una delle mie migliori qualità. In MTB ed enduro invece mi piace lavorare sui “fuori soglia” e sulla tecnica di guida.
Noi pensiamo che Martino abbia delle doti cristalline, un’esplosività degna di un velocista con i fiocchi, probabilmente acquisita grazie all’enduro, una tecnica di guida sopraffina imparata in mtb e la simpatia tipica di vero toscanaccio!
E’ un piacere conoscerti ed è stato un piacere intervistarti.
Ci vediamo presto!

 

Analisi e intervista by Rhevo Cycling Project

 

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