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I 437 Watt di Wout Van Aert sul Mont Ventoux

Ho provato a calcolare i dati espressi durante la doppia scalata al Mont Ventoux dei protagonisti di questo Tour de France 2021.

Per la prima volta nella storia del Tour si scala due volte il Ventoux, salita tanto celebre quanto terribile e particolare, resa famosa per la morte improvvisa di Simpson per arresto cardiaco, famosa per la vittoria di Marco Pantani in un duello epico al Tour de France del 2000 contro un Lance Armstrong pronto a segnare, nel bene e nel male, un’intera epoca ciclistica. Famosa per l’incidente occorso a Chris Froome, che tamponò una moto, cadde, ruppe la bici e fece un tratto correndo con le sue fiammanti Sidi con suola in carbonio e tacchette Shimano, di certo non adatte al running.

A Dionigi da San Sepolcro dell’ordine di Sant’Agostino e professore della Sacra Pagina. Sui propri affanni. E’ la lettera scritta da Francesco

Petrarca in latino che narra descrivendo nei minimi dettagli la propria ascesa insieme al fratello Gherardo nel 1336.
“L’ascesa si rivela subito difficile: il percorso è infatti ripido, scosceso e pieno di sassi. Gherardo si arrampica ugualmente con facilità ed estrema destrezza, mentre Francesco è costretto a fermarsi numerose volte per la fatica. In realtà il poeta è in grave crisi spirituale e il suo cammino è impedito perché il suo animo è occupato dalla passione e dall’attaccamento ai beni mondani anziché rivolto interamente a Dio e alle cose spirituali. Invece il fratello Gherardo, fattosi monaco giovanissimo, è più avvantaggiato. Alla fine Francesco riesce ad arrivare in cima, simbolo della meta verso Dio, e per ringraziarlo legge un passo delle Confessioni. Aperto il libro a caso si imbatte in una riflessione di alto e significativo valore simbolico: «e vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri e trascurano sé stessi” .
La prima salita al Ventoux

La prima scalata al Mont Ventoux prevedeva il versante dalla cittadina Sault. 24,40 km di lunghezza ad una pendenza media del 4,9 % ed un dislivello complessivo di 1209 m per raggiungere la vetta posta a 1910 m sul livello del mare.

I tempi fatti registrare sulla prima lunga salita sono tutti molto simili tra loro, merito del fatto che la salita sia stata percorsa a ritmo alto ma regolare con un gruppo abbastanza nutrito di corridori. Non c’è molta differenza tra chi era in fuga e chi in gruppo. Ben O’Connor , per esempio, ci ha impiegato 57 minuti e 21 secondi, ad una velocità media di 25,5 km/h ed una VAM (velocità ascensionale media) di 1264 m/h, mentre la fuga l’ha percorsa in 57’31” , solo 10 secondi più lentamente.

 

La prima salita al Ventoux

Come si può notare il ritmo della prima scalata non è stato infernale, probabilmente la paura di mettere in croce le gambe con troppo anticipo ha tenuto frenati gli animi anche dei ciclisti più arditi.

La seconda scalata

La seconda scalata di giornata al Mont Ventoux, invece, prevedeva il versante da Bedoin. 21,35 km di lunghezza al 7,1 % di pendenza media, un dislivello complessivo di 1519 metri. Il Tour, nel “Garibaldi” della tappa però considera ufficialmente come salita, a mio modo di vedere giustamente, gli ultimi 15,70 km che offrono una pendenza media del 8,8 % , partendo dai 536 m slm di Saint-Estève per salire nuovamente a quota 1910 m slm del monte ventoso.

La seconda salita al Ventoux

I tempi di scalata sono stati abbastanza disomogenei, com’è giusto che sia!

Wout Van Aert, dall’alto della sua classe, grinta e potenza ha percorso questo tratto in 51′ 53″ ad una media oraria di 18,15 km/h a 1591 m/h di VAM. Ho anche provato a calcolare la potenza media espressa dal corridore belga. Partendo dal presupposto che il suo peso sia 78 Kg (fonte Procyclingstats), che il peso della sua bici sia di 7 kg , al quale andrà aggiunto almeno 1 kg tra abbigliamento, scarpette e casco, ho ottenuto una potenza media di 437 Watt , ossia 5,60 Watt/Kg.

Il tempo impiegato da Bauke Mollema e Kenny Elissonde è stato 53’03”.

Entusiasmante è stato lo scatto del giovane Jonas Vingegaard , danese della Lotto-Jumbo, che per la prima volta in questo Tour è riuscito a mettere in difficoltà Pogacar. Vingegaard ha percorso i 15,70 km del Ventoux in 48’24” ad una velocità media di 18,5 km/h ed una VAM di 1709 m/h. Considerando i suoi 60 Kg di peso corporeo, il peso della sua bici e dell’abbigliamento, l’attrito posto dai tubolari sull’asfalto, il drag aerodinamico e l’attrito della trasmissione, Vingegaard ha espresso una potenza media di 384 Watt , cioè 6,4 W/Kg.

Il tempo di Tadej Pogacar è stato 49’02” , mentre quello di Rigoberto Uran e Richard Carapaz 49’06”.

Un dato molto interessante riguarda i tempi di scalata delle altre occasioni in cui si è transitati dal Ventoux, sia al Tour sia al Delfinato sia in altre corse.
Bisogna puntualizzare che è una salita fortemente esposta al vento (ci chiama “Ventoso” !!!!!) , quindi i tempi di scalata e le prestazioni dei ciclisti risentono in maniera importante di questa variabile. Si è registrato, fuori da competizioni ciclistiche, un vento a 300 km/h di velocità, in cima.

Comunque, è stata pubblicata una immagine riassuntiva riguardante i tempi delle più famose e veloci scalate al Ventoux, che propongo qui sotto.

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Un’altra immagine dell’evoluzione dei tempi di scalata nel corso degli anni.

A questo punto siamo tutti curiosi di vedere se il danese Vingegaard riuscirà a mettere in difficoltà Tadej Pogacar in questo Tour de France 2021 o se lo sloveno riuscirà a gestire il vantaggio accumulato e a portare fino a Parigi la seconda maglia gialla consecutiva.

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