dolore al ginocchio in bicicletta
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Dolore al ginocchio in bicicletta: ecco le cause

Il dolore al ginocchio in bicicletta è uno dei problemi più frequenti tra ciclisti amatori e agonisti. Quando compare, la prima reazione è spesso quella di modificare qualcosa: alzare la sella, abbassarla, arretrarla, spostare una tacchetta.

Il problema è che il ginocchio non lavora in isolamento. Durante la pedalata è il punto di passaggio tra anca, piede e pedale e ripete migliaia di volte lo stesso gesto. Un piccolo errore, apparentemente trascurabile, può quindi diventare significativo con l’aumentare delle ore, dell’intensità o della coppia applicata.

Per questo, davanti a un dolore al ginocchio, la domanda corretta non è subito “di quanti millimetri devo spostare la sella?”, ma piuttosto: perché quel ginocchio sta lavorando in quel modo?

Il punto in cui fa male è importante, ma non basta

dolore al ginocchio in bicicletta

La localizzazione del dolore rappresenta una prima informazione utile.

Un dolore prevalentemente anteriore, nella zona della rotula, può essere associato a una maggiore richiesta dell’articolazione femoro-rotulea. Un dolore laterale può coinvolgere strutture differenti rispetto a uno mediale, mentre una sintomatologia nella zona posteriore del ginocchio porta a considerare altre ipotesi ancora.

Questo però non significa che esista una tabella automatica del tipo “dolore davanti = sella bassa” oppure “dolore dietro = sella alta”.

Sono semplificazioni utili forse come primo orientamento, ma insufficienti per impostare correttamente una posizione.

La sede del dolore deve essere letta insieme alla sua comparsa: dopo quanto tempo inizia? Peggiora aumentando i watt? Compare solo in salita? Solo sui rapporti lunghi? È presente su entrambe le ginocchia oppure soltanto su una?

Queste informazioni cambiano completamente l’interpretazione del problema.

Altezza della sella e movimento del ginocchio

L’altezza della sella influenza direttamente gli angoli articolari utilizzati durante la pedalata.

Una sella molto bassa aumenta generalmente la flessione del ginocchio nelle diverse fasi del ciclo. Al contrario, salire eccessivamente può portare il ciclista a cercare estensione attraverso compensi del bacino, della caviglia o del piede.

Ma anche qui il valore geometrico della sella è soltanto una parte del problema.

Due ciclisti con la stessa altezza e lo stesso cavallo possono pedalare in maniera differente per mobilità, lunghezza dei segmenti corporei, tecnica di pedalata, posizione delle tacchette e controllo del bacino.

Per questo una moderna analisi biomeccanica del ciclismo dovrebbe osservare il movimento durante la pedalata e non limitarsi a ricavare l’altezza della sella da una formula antropometrica.

Arretramento della sella: non esiste un numero magico

dolore al ginocchio in bicicletta

Anche l’arretramento modifica il rapporto tra ciclista, pedivella e punto di applicazione della forza.

Spostare la sella in avanti o indietro cambia la configurazione dell’arto inferiore e può modificare il contributo di anca e ginocchio durante la spinta.

Questo è uno dei motivi per cui considero poco utile analizzare separatamente altezza e arretramento: ogni modifica influenza il resto della posizione.

Il bike fitting non dovrebbe quindi essere una sequenza di quote da rispettare, ma un processo nel quale ogni regolazione viene verificata osservando la risposta del ciclista.

Le tacchette possono cambiare ciò che succede al ginocchiodolore al ginocchio in bicicletta

Il piede è l’unico punto attraverso il quale la forza prodotta dall’arto inferiore arriva al pedale.

La posizione antero-posteriore della tacchetta, la sua rotazione, il grado di libertà angolare e la distanza laterale del piede dalla pedivella possono modificare il modo in cui l’intero arto inferiore si organizza.

Una regolazione non adatta può obbligare il ginocchio a seguire una traiettoria poco naturale per migliaia di pedalate.

Il punto, però, non è ottenere un ginocchio perfettamente verticale visto frontalmente. Il movimento fisiologico non è identico per tutti.

Quello che bisogna capire è se la traiettoria osservata rappresenta una caratteristica individuale ben tollerata oppure un compenso imposto dalla configurazione della bicicletta.

Anche il carico di allenamento fa parte della biomeccanica

Un aspetto spesso dimenticato è il carico.

Se un ciclista aumenta improvvisamente ore, dislivello, lavori a bassa cadenza o intensità e contemporaneamente compare dolore, attribuire automaticamente tutto alla posizione può essere un errore.

La stessa posizione può essere tollerata per mesi a determinati carichi e diventare problematica quando aumenta lo stress applicato ai tessuti.

Potenza e cadenza modificano inoltre le richieste meccaniche della pedalata. Un test effettuato soltanto pedalando molto piano può quindi raccontare solo una parte della storia.

Quando possibile, la posizione dovrebbe essere osservata anche a intensità compatibili con quelle realmente utilizzate dal ciclista.

Il vero problema spesso è il compenso

Durante una valutazione biomeccanica capita frequentemente di osservare qualcosa che non coincide esattamente con il punto in cui il ciclista avverte dolore.

Un bacino che oscilla, una rotazione asimmetrica, una differente strategia tra i due arti o un piede che cerca continuamente una posizione possono modificare indirettamente ciò che accade al ginocchio.

Correggere soltanto il punto doloroso significa quindi rischiare di intervenire sull’effetto e non sulla causa.

È qui che l’analisi dinamica acquista valore: non serve semplicemente a misurare un angolo, ma a comprendere come il ciclista utilizza realmente la posizione che gli abbiamo dato.

Prima capire, poi modificare

dolore al ginocchio in bicicletta

Davanti a un dolore al ginocchio in bici non credo nelle regolazioni standard.

Una visita biomeccanica efficace deve mettere insieme anamnesi, caratteristiche del problema, storia degli allenamenti, configurazione della bicicletta, posizione delle tacchette e analisi dinamica della pedalata.

Solo dopo ha senso modificare la posizione e verificare se il movimento cambia nella direzione desiderata.

Ed è proprio questo il principio alla base del lavoro che svolgo in Rhevo Cycling la tecnologia permette di misurare ciò che accade durante la pedalata, ma il dato deve essere interpretato all’interno del quadro completo del ciclista.

Quando il dolore è persistente, importante, associato a gonfiore, trauma o presente anche nelle normali attività quotidiane, il bike fitting non sostituisce naturalmente una valutazione medica.

Quando invece il problema emerge prevalentemente pedalando, analizzare in modo approfondito l’interazione tra ciclista, bicicletta e carico di lavoro può essere il primo passo per smettere di spostare componenti per tentativi e iniziare finalmente a capire cosa sta succedendo.

 

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