Rhevo cycling

Rhevo Cycling

La giovane storia di RHEVO

DALLE CORSE ELITE ALLA SCIENZA DEL MOVIMENTO

Rhevo nasce dall’esigenza di superare il vecchio ciclismo: un mondo spesso legato a vecchi dogmi, schemi rigidi e concetti ormai superati. Nasce per portare un’evoluzione reale, dove la passione viscerale della strada incontra il rigore della scienza.

L’idea prende forma dall’esperienza diretta nelle gare tra gli Elite, rafforzata dagli studi universitari in Scienze dello Sport. Ma la vera scintilla scocca su un circuito cittadino a Milano, durante una Red Hook Crit: una di quelle gare estreme a scatto fisso, senza freni, veloci e spietate, tra il pubblico in delirio e l’adrenalina pura.

Proprio in quella gara, tra le pieghe al limite sul marciapiede, è arrivata una caduta terribile. Ma da quell’esperienza è emersa una consapevolezza profonda: il ciclismo non può rimanere fermo al passato. Deve evolversi, accogliere la tecnologia e mettere al centro la biomeccanica e la prestazione umana.

Da quel giorno Rhevo ha cambiato il modo di guardare e vivere la bicicletta. Abbiamo unito la conoscenza pratica dell’asfalto alla precisione dell’analisi scientifica per offrire a ogni ciclista soluzioni moderne, personalizzate e prive di soluzioni preconfezionate.

L'IDENTITÀ: REVOLUTION & EVOLUTION

La determinazione nel dare vita a un progetto innovativo ha guidato la nascita di Rhevo fin dai primi schizzi e dalle intuizioni nate direttamente sui pedali. È durante le uscite in bicicletta, quando la mente si libera dalle distrazioni e le gambe girano rotonde, che la visione del nostro founder Giorgio Favretto ha preso forma, definendo l’identità del nostro team. Il nome Rhevo racchiude perfettamente la nostra filosofia di lavoro: fonde i concetti di Revolution ed Evolution, con l’integrazione della lettera H a rappresentare l’alto livello (High) di qualità e rigore scientifico che garantiamo in ogni valutazione. Da questo stesso processo di ricerca e ispirazione sul campo è nato il nostro logo: la lettera R trasformata nel profilo stilizzato di un ciclista con la schiena ricurva, le braccia tese al manubrio e lo sguardo rivolto in avanti. Un simbolo essenziale che sintetizza ciò che Rhevo mette a disposizione di ogni atleta: passione per la strada, massima precisione biomeccanica e costante spinta verso l’innovazione.

I primi telai

I primi telai arrivano dopo pochi mesi, dopo aver vinto alcuni premi riservati alle giovani imprese innovative. La scelta delle geometrie fu particolarmente laboriosa perché dovevano essere rigidi e scattanti, ma allo stesso tempo guidabili e domabili.

Non c’è niente di peggio di non avere il controllo della propria bici, soprattutto quando non si hanno i freni. Sono partito dagli studi riguardanti la biomeccanica della pedalata, dalle due tesi sperimentali che mi avevano permesso di uscire dai tradizionali dogmi e di rendermi conto che si potesse fare molto di meglio di quel che si vedeva nel ciclismo. Uscire dagli schemi è sempre complicato, si viene additati come eretici o come incompetenti, o anche entrambe le cose, in effetti. Ma le prestazioni e i sorrisi soddisfatti che avevano gli atleti del team durante le gare sono state la conferma migliore del lavoro svolto. I miei progetti furono realtà.

I telai erano completamente costruiti a mano dal nostro telaista veneto, in alluminio con tubazioni dedicate e componenti scrupolosamente scelti, con saldature che sembravano più opere d’arte che saldature. Se esistesse un museo dedicato ai telaisti e alle saldature, di sicuro il nostro avrebbe un grosso spazio espositivo.

CULTURA, SICUREZZA E IMPEGNO SUL CAMPO

L’impegno di Rhevo sul campo ha da sempre radici profonde nella promozione della sicurezza e della cultura ciclistica. Tra le prime iniziative promosse dal nostro team spiccano gli eventi nati sotto l’emblema #GODSAVETHECYCLISTS, un richiamo diretto al movimento nato per tutelare la mobilità urbana e la sicurezza dei ciclisti su strada. In un contesto in cui la salvaguardia di chi pedala e la sensibilizzazione della collettività richiedono un’attenzione prioritaria, abbiamo organizzato appuntamenti dedicati, collaborato con realtà affini, coinvolto autorità e personaggi di spicco e sostenuto Onlus impegnate in progetti sociali a favore della salute e della tutela di chi vive la strada ogni giorno.

FOUNDER & BIOMECCANICO

Giorgio favaretto

Giorgio Favretto muove i primi passi in bicicletta nel 1998 nel Monferrato astigiano, a bordo di una BMX usurata, masticando un chewing-gum e con il casco all’insù. Da bambino vivace e poco incline alla didattica tradizionale, trova la sua vera dimensione prima sui campi di gara — attraversando tutte le categorie giovanili fino alle competizioni internazionali e al mondo dei Criterium a scatto fisso — e successivamente tra le aule dell’Università di Scienze Motorie, dove lo studio della fisiologia, dell’allenamento e della fisica del movimento accende una passione accademica e professionale profonda.

È attraverso il percorso universitario che l’esperienza maturata in gara si trasforma in un metodo rigoroso. Giorgio si specializza nell’analisi posturale e nella biomeccanica del ciclismo, affinando costantemente le proprie competenze tramite approfondimenti scientifici e collaborazioni con professionisti di fama mondiale. Questo percorso gli permette di trasformare una passione totale nel proprio lavoro, affrontato con una precisione strumentale e maniacale: calibro elettronico, livella laser e adattatori micrometrici diventano strumenti di lavoro quotidiani indispensabili per garantire il massimo livello di accuratezza in ogni valutazione.

L’approccio tecnico si unisce a un’intensa cultura ciclistica, fatta di rispetto per la fatica, amore per le grandi Classiche del Nord, ricerca della prestazione ed estro nella meccanica. L’unione tra rigore scientifico, tecnologia all’avanguardia e intuizione maturata sulla strada definisce l’identità di Giorgio e la visione alla base del progetto Rhevo.

Giorgio Favaretto

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