Effetto dell’utilizzo delle mascherine FFP2/N95 sull’attività sportiva

Le mascherine FFP2 possono influenzare le prestazioni sportive?

A seguito della pandemia dovuta al SARS-CoV2, l’utilizzo delle mascherine è diventato una delle strategie di contrasto, fortemente raccomandata dalle istituzioni internazionali e nazionali, alla diffusione del virus. Lo scopo del loro utilizzo è quello di ridurre l’emanazione dei cosiddetti droplet, cioè le piccolissime gocce di saliva, durante la respirazione da parte delle persone con assenza di sintomi o pre-sintomatiche. Fino a quando non sarà disponibile una vaccinazione massiva della popolazione mondiale o disponibili cure efficaci, al fine di contrastare la diffusione del virus sarà necessario ricorrere ad una serie di interventi non farmacologici come l’igiene delle mani, il distanziamento sociale e, dunque, anche l’uso delle mascherine chirurgiche o FFP2 /N95. L’impiego di queste ultime, quindi, è diventato una pratica comune per milioni di persone, soprattutto nei momenti di contatto con altri individui. Tuttavia, sono ancora pochi gli studi che hanno verificato l’effetto del loro uso sulla funzionalità cardiopolmonare durante l’esercizio fisico.

 

 

Esistono diversi tipi di mascherine: le mascherine chirurgiche hanno la potenzialità di bloccare in particolar modo i droplet di dimensioni maggiori, riducono la possibilità di trasmissione da parte di chi le indossa verso gli altri individui e limitano, sempre per chi le indossa, la possibilità di contatto del viso con le mani. Le mascherine FFP2 /N95 , invece, hanno delle caratteristiche che consentono un filtraggio maggiore dell’aria, sia inspirata sia espirata, incrementando le possibilità di bloccare anche le particelle di saliva più piccole che si potrebbero diffondere nell’aria semplicemente con la respirazione. Per questi motivi, è stato suggerito che le mascherine FFP2 /N95 siano più efficaci rispetto alle mascherine chirurgiche per ridurre l’esposizione a possibili infezioni virali. Di conseguenza, le mascherine FFP2 /N95 sono particolarmente diffuse tra gli operatori sanitari, perchè hanno maggiore probabilità di entrare in contatto con il virus. Tuttavia, alcuni studi scientifici (come quello di Radonovich et al., datato 2019) non evidenziano differenze significative tra l’utilizzo delle mascherine chirurgiche e delle FFP2 /N95 nella prevenzione delle infezioni influenzali o delle malattie respiratorie.

Lo studio degli effetti dell’utilizzo delle mascherine sulla funzionalità cardiopolmonare potrebbe essere utile per molte categorie di persone, tra i quali sicuramente gli sportivi di ogni livello e specialità, oltre che per gli operatori sanitari. Infatti, durante l’esercizio fisico si assiste ad un aumento delle frequenza degli atti respiratori che di conseguenza porta ad un aumento della ventilazione. La crescita degli scambi respiratori aumenta la possibilità di emettere nell’aria goccioline di saliva potenzialmente infettanti per da parte degli individui asintomatici o pre-sintomatici. Ovviamente, se da un lato l’utilizzo delle mascherine durante l’attività sportiva può ridurre il rischio di diffusione del virus, è altrettanto vero che sarebbe importante constatare il risultato del loro uso sulla capacità di sostenere l’esercizio e in particolare determinare il loro effetto sulla capacità cardiopolmonare.

Lo studio

Uno studio condotto dal Human Perfomance Lab Mapei ha avuto lo scopo di verificare l’effetto dell’utilizzo delle mascherine chirurgiche e delle FFP2 /N95 sulla capacità cardiopolmonare di persone sane adulte misurata nel corso di un test incrementale massimale su cicloergometro.

Ogni soggetto, durante lo studio, ha svolto tre test incrementali su cicloergometro, sottoponendosi in ordine randomizzato a tre diverse condizioni di test:

  1. senza mascherina;
  2. indossando la mascherina chirurgica;
  3. con la mascherina FFP2 /N95.

Fino alla conclusione dello studio i soggetti non sono stati informati dei propri risultati parziali, in modo da evitare un possibile effetto “bias”. I test incrementali sono stati svolti su cicloegometro, partendo da una carico di 50 Watt e aumentando di 50 Watt ogni 3 minuti di esercizio, con cadenza di pedalata costante. Come detto, il tipo di mascherine utilizzate nel test sono state delle mascherine chirurgiche (prodotte da Meditrade, Germania) e le FFP2 /N95 di Shaoguan Tajie Protection Technology Co.

Mascherina chirurgica Suavel protec plus
FFP2
Mascherina FFP2 /N95 Shaoguan Tajie Protection Technology

Nel corso del test è stata misurata la frequenza cardiaca massima (FCmax), il massimo consumo di ossigeno (VO2max) e la ventilazione massimale (VE), mentre la percezione soggettiva è stata valutata tramite un apposito questionario che ha indagato diversi aspetti percettivi legati all’utilizzo delle mascherine.

I risultati dello studio

I parametri massimali misurati nel corso del test sono riportati nella tabella sottostante.

FFP2

Rispetto alla situazione di controllo, quindi senza mascherina, la durata del test è risultata leggermente diminuita nella situazione con mascherina chirurgica mentre diminuita significativamente nella condizione di utilizzo della mascherina FFP2 /N95. Durante i test con utilizzo della mascherina FFP2 / N95 , inoltre, la potenza massima sviluppata e il livello di massimo consumo di ossigeno sono risultati abbondantemente inferiori rispetto alla condizione di controllo, senza mascherina, ma anche rispetto alla condizione di utilizzo della mascherina chirurgica. Invece, per quanto riguarda i valori di frequenza cardiaca massima, non sono state trovate differenze significative tra le tre condizioni.

L’utilizzo delle mascherine ha significativamente influenzato la ventilazione massimale dei soggetti testati. Infatti, rispetto alla condizione di controllo senza l’utilizzo di mascherina, la VE risulta decisamente inferiore sia nella condizione di utilizzo della mascherina chirurgica (-12%) sia nella FFP2 /N95 (-10 %).

Per quanto riguarda le percezioni relative all’uso di differenti mascherine da parte dei soggetti coinvolti nello studio, è stata riportata una maggiore difficoltà respiratoria nella condizione FFP2 /N95 rispetto alla mascherina chirurgica e a quella di controllo. Allo stesso tempo, la percezione di discomfort è risultata più alta nella condizione FFP2 /N95 , seguita da quella con mascherina chirurgica e poi quella di controllo, senza mascherina.

Conclusioni

In conclusione, l’utilizzo delle mascherine influenza negativamente le funzioni ventilatorie massimali, mentre quello di mascherine con livelli filtrativi maggiori come le FFP2 /N95 condiziona negativamente sia il VO2max sia la capacità prestativa massimale misurata in un test incrementale.

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